Felice Canonico (Messina, 10 gennaio 1922 – Milano, 10 ottobre 1996) è stato un pittore italiano.
Periodo messinese ( dal dopoguerra al 1956 )
Felice nasce a Messina da Stefana Mancuso e Francesco Canonico e ha cinque sorelle. Il padre Francesco è un artigiano calderaio che nel 1933 realizza il rivestimento sferico di rame sottostante la statua della Madonnina nel porto di Messina.
Felice si iscrive all’istituto industriale senza diplomarsi e, sebbene ancora adolescente, incoraggiato dal padre, inizia ad apprendere l’arte pittorica frequentando la bottega di un artigiano messinese che realizza scenografie per i teatri dei pupi siciliani.
Durante il servizio militare, a Firenze frequenta da esterno l’Accademia delle Belle Arti, entrando in contatto con Ardengo Soffici. Partecipa alla Seconda guerra mondiale. Finita la guerra torna a Messina, dove, a partire dal 1948, inizia subito a lavorare per l’agenzia pubblicitaria GIP a fianco dello scrittore Stefano D’Arrigo che ne cura gli slogan, campagne politiche elettorali, introducendo per la prima volta, a livello nazionale, i ritratti dei candidati nei manifesti.
Canonico frequenta lo studio artistico associato di Francesco Finocchiaro(4) e Enrico Bellantoni, rispettivamente esperti di grafica e recupero beni storici-artistici del Museo regionale di Messina, partecipa all’attività della libreria D’Anna e del circolo culturale dell’OSPE (5) che riuniva intellettuali e artisti di cui facevano parte Salvatore Quasimodo, Salvatore Pugliatti, Vincenzo Palumbo, Vann’Antò.
Con Enrico Bellantone, Dino Caruso, Francesco Finocchiaro, Aldo Indelicato e Michele Santonocito, Canonico aderisce al MAC (Movimento Arte Concreta) propugnando la “sintesi delle arti” in molti dei cantieri messinesi di quegli anni. (10)
Nel 1952 la carriera di pittore inizia ad avere riconoscimenti da parte della critica nazionale con una mostra personale allestita alla Galleria il Pincio di Roma, organizzata da Renato Guttuso(11) e recensita dall’amico scrittore e critico d’arte Stefano D’Arrigo
Nel 1953 Canonico vince il 1°premio nella sezione “Sicilia” con l’opera Fratelli Pescatori, all’interno della mostra collettiva internazionale “Città di Messina” (12) organizzata dall’Ente Provinciale per il Turismo di Messina, presieduto da Palma Bucarelli, all’epoca direttrice e sovrintendente della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. In quel periodo Felice Canonico viene considerato come un pittore neorealista con uno stile proprio della figuratività espressionista del Nord Europa ( https://it.wikipedia.org/wiki/Constant_Permeke)
Negli anni 1956/57 Stefano D’Arrigo chiede a Canonico di realizzare una serie di disegni sulla fauna ittica dello Stretto di Messina e sui personaggi che vivono i villaggi di pescatori di Faro e Ganzirri. Le opere realizzate da Canonico serviranno allo scrittore per stesura del romanzo Horcinus Orca [in nota: come si evince da una lettera di Canonico(13) (14) inviata a Stefano D’Arrigo, nella quale viene descritto scientificamente e con dovizia di particolari l’anatomia e le caratteristiche comportamentali del delfino (o fera come è chiamato nel romanzo).
Periodo milanese (1956 - 1996)
Dal 1956 Canonico dipinge il ciclo dei Braille e, grazie all’intermediazione dell’artista Carmelo Cappello, viene presentato a Giuseppe Palazzoli, proprietario della Galleria Blu di Milano, con il quale firmerà un contratto nel 1958, trasferendosi nel capoluogo lombardo. Suoi compagni alla galleria Blu sono gli artisti Fontana, Afro, Burri, Crippa, Santomaso e Bertini. È il momento dell’elaborazione di un nuovo linguaggio estetico.
A Milano Canonico frequenta l’intellettuale e scrittore Umberto Eco e i compositori: Paolo Castaldi, Luciano Berio, Bruno Maderna. La musica è una delle sue grandi passioni, frequenta l’Istituto di Fonologia della Rai e, per Berio, nel 1964 collabora alla realizzazione di Nuovo teatro musicale con una sua opere (uno Stacco) che verrà ingrandito per realizzare una scenografia dell’opera Il Passaggio (testi di Sanguinetti) rappresentata alla Piccola Scala di Milano.
A Milano Canonico vive quarant’anni, dedicandosi interamente e incessantemente all’arte. In questo periodo viene invitato a esporre in gallerie e musei di Milano, Roma, Venezia, Parigi, Londra, Stoccolma, Copenaghen, Los Angeles, vincendo numerosi premi.
Molte le gallerie d’arte di Milano con le quali costruisce un rapporto solido. In particolare e in sequenza temporale la Galleria Blu negli anni ‘60/70, la galleria d’arte moderna di Silvano Falchi negli anni ‘70/80 e la galleria d’arte San Carlo negli anni ’90.
Nel1963 Canonico riceve una lettera da Hans Arp che lo mette al corrente della volontà di riprendere il progetto di un centro d’arte progettato da Le Corbusier artistico “Internationales Kunstzentrum ev. Erlenbach- main, noto come “Museo a crescita illimitata” vicino a Aschaffemburg. Nella lettera Arp invita canonico a donare una propria opera da esporre in forma permanente nel futuro museo che, però, non venne mai realizzato a causa di mancanza di fondi finanziari.
Ripercorrendo i cicli di opere di Canonico, dopo i Braille, segue dal 1961 senza mai concludersi, la serie degli Stacchi. La questione dello spazio e del rapporto dell’opera con la cornice è affrontata da Canonico con un’ironica e avvincente soluzione formale, fatta di scivolamenti, tagli e tensioni tra gli elementi costitutivi del quadro-immagine.
Dal 1964 Canonico investiga la propria memoria con la serie dei Reperti, cercando di rivitalizzare, in uno stile originalissimo, i capolavori dell’arte stereotipati dal loro continuo utilizzo.
Dal 1965 memoria e tempo sono il nucleo tematico della serie dei Calendari o Giorni metafora numerale di giorni e mesi indecifrabili per lo spettatore che, ciò nonostante, riesce ugualmente a percepirne l’inconscia tensione psichica, sempre eccitata da quel persistente senso del gioco che è una delle chiavi di lettura dell’intera produzione di Canonico.
Nel 1967, l’artista messinese, progetta e realizza la nuova serie degli Autori, opere che per la loro mancanza di pittura “…potrebbero essere realizzate anche solo da un falegname” (citazione dello stesso artista). La cornice entra con lo spazio dell’immagine in pieni e vuoti accattivanti, tra architettura e scultura, da far sembrare queste opere un controcanto sarcastico all’apertura dell’opera d’arte così come l’amico Umberto Eco l’aveva teorizzata nel 1962 in Opera Aperta.
Fin dagli anni ’60 Canonico ha realizzato composizioni in acquerello, in una consonanza con la poetica di Paul Klee. Gli acquerelli di Canonico hanno atmosfere fiabesche, che, alla fine degli anni ‘70 sfociano nel ciclo degli Enigmi. La produzione degli Enigmi è estremamente proficua e l’artista ne approfondirà la ricerca anche con olii su tela e olii su tavola.
Altri cicli di acquarelli su carta, sempre inquadrabili come finestre aperte sul mondo fantastico, sono le isole, i grotteschi, modulor e i caleidoscopi.
Nel periodo vissuto a Milano, l’artista riceve le seguenti onorificenze pubbliche:
- Premio internazionale Cavalieri della nuova Europa
- Premio internazionale di pittura Leonardo
- Ambrogino d’oro
Felice Canonico muore a Milano il 10 ottobre 1996.
Fonti Note
(1) Pubblicazione “Un primato di Messina” stampata nel mese di Maggio 2004 dalla Società Cooperativa Spignolo
(2) Rivista “Agosto in Messina” – 1954 – 1955 – 1956
Rivista “Il Travaso delle idee” 1965 , n.1 – Lettera dell’editore indirizzata all’artista (in possesso dell’Associazione culturale “Archivio Felice Canonico”)
Rivista “Vie nuove” 1954 n.23
(3) Il collezionista d’arte moderna 1963 – Giulio Bolaffi Editore – Torino
La Rinascita, Anno X – n.5 Maggio 1954 – Rassegna di politica e cultura italiana, Direttore : Palmiro Togliatti
(4) Francesco Finocchiaro e la sua Messina – Epigrafia 2020
(5) La vetrina dell’OSPE – Artisti a Messina negli anni ’50 – A.A.P.I.T. di Messina 1997
(6) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 ( pagg.82,84)
(7) Le Scalinate dell’arte – Felice Canonico , Inediti grafici – Edizioni Team Project 2016
(8) Francesco Finocchiaro e la “sua”Messina – Epigrafia 2020
(9) https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=5419
(11) Foto, carteggi e articoli giornalistici in possesso dell’Associazione culturale “Archivio Felice Canonico”
(12) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 ( pagg.82,84)
(13) Estratto dall’ Archivio Vincenzo Consolo - - - - https://vincenzoconsolo.it/?m=197502
“…Nel 1947 Stefano D’Arrigo parte per Roma. Qui si occupa d’arte. Suoi amici sono Guttuso (e in certe pagine di D’Arrigo c’è quell’aura dei quadri di Guttuso, dei quadri dei pescatori del periodo di Scilla), Mazzullo, Canonico, ma anche Zavattini, De Sica, Ungaretti, Ciarletta. Nella soffitta dello scultore di Graniti, Peppino Mazzullo, si riuniscono, mettono ogni sera un tanto a testa, e mangiano panini e bevono vino. Il pittore Felice Canonico se ne torna a Messina ed è a lui che poi D’Arrigo si rivolge per sapere tutto sulla fera dello Stretto, sul delfino. Canonico va dal direttore dell’istituto talassografico di Messina e così può avere trattati scientifici, storie antiche sul delfino, leggende. E fa anche per D’Arrigo un bel disegno del pesce, un disegno scientifico, a inchiostro di china, come quelli che faceva il Durer dei granchi, dei cetacei…”
(14) Foto, carteggi in possesso dell’Associazione culturale “Archivio Felice Canonico”
Felice Canonico (Messina, January 10, 1922 – Milan, October 10, 1996) was an Italian painter.
Messina Period (post-war to 1956)
Felice was born in Messina to Stefana Mancuso and Francesco Canonico and has five sisters. His father, Francesco, was a coppersmith who, in 1933, created the spherical copper covering beneath the statue of the Madonnina in the port of Messina.
Felice enrolled in an industrial institute without graduating, and while still a teenager, encouraged by his father, he began to learn the art of painting by frequenting the workshop of a craftsman from Messina who created sets for Sicilian puppet theaters.
During his military service, he attended the Academy of Fine Arts in Florence as an external student, coming into contact with Ardengo Soffici. He fought in World War II. After the war, he returned to Messina, where, starting in 1948, he immediately began working for the GIP advertising agency alongside the writer Stefano D’Arrigo, who curated the agency’s slogans and political election campaigns, introducing, for the first time at a national level, the portraits of candidates on posters.
Canonico frequented the associated artistic studio of Francesco Finocchiaro(4) and Enrico Bellantoni, respectively experts in graphics and the recovery of historical-artistic assets of the Regional Museum of Messina, and participated in the activities of the D’Anna bookshop and the OSPE cultural circle (5) which brought together intellectuals and artists including Salvatore Quasimodo, Salvatore Pugliatti, Vincenzo Palumbo, and Vann’Antò.
With Enrico Bellantone, Dino Caruso, Francesco Finocchiaro, Aldo Indelicato, and Michele Santonocito, Canonico joined the MAC (Movimento Arte Concreta), advocating the "synthesis of the arts" in many of the Messina construction sites of those years. (10)
In 1952, his career as a painter began to receive recognition from national critics with a solo exhibition held at the Galleria il Pincio in Rome, organized by Renato Guttuso (11) and reviewed by his friend, the writer and art critic Stefano D'Arrigo.
In 1953, Canonico won first prize in the "Sicily" section with the work "Fratelli Pescatori" (Fishermen Brothers), within the international group exhibition "City of Messina" (12) organized by the Provincial Tourist Board of Messina, chaired by Palma Bucarelli, at the time director and superintendent of the National Gallery of Modern Art in Rome. During that period, Felice Canonico was considered a neorealist painter with a style typical of Northern European Expressionist figuration (https://it.wikipedia.org/wiki/Constant_Permeke)
In 1956/57, Stefano D’Arrigo asked Canonico to create a series of drawings on the fish fauna of the Strait of Messina and on the characters who inhabit the fishing villages of Faro and Ganzirri. Canonico's works would be used by the writer in his novel Horcinus Orca [note: as can be seen from a letter Canonico (13) (14) sent to Stefano D’Arrigo, in which the anatomy and behavioral characteristics of the dolphin (or fera as it is called in the novel) are described scientifically and in great detail].
Milan Period (1956-1996)
From 1956, Canonico painted the Braille cycle and, thanks to the intermediation of the artist Carmelo Cappello, was introduced to Giuseppe Palazzoli, owner of the Galleria Blu in Milan, with whom he signed a contract in 1958, moving to the Lombard capital. His companions at the Blu Gallery included artists Fontana, Afro, Burri, Crippa, Santomaso, and Bertini. It was the time for the development of a new aesthetic language.
In Milan, Canonico frequented the intellectual and writer Umberto Eco and composers Paolo Castaldi, Luciano Berio, and Bruno Maderna. Music was one of his great passions; he attended the RAI Institute of Phonology and, for Berio, collaborated in 1964 on the production of Nuovo teatro musicale, with one of his works (a Stacco). This work was later enlarged to create a set for the opera Il Passaggio (with texts by Sanguinetti), performed at the Piccola Scala in Milan.
Canonico lived in Milan for forty years, dedicating himself entirely and tirelessly to art. During this period, he was invited to exhibit in galleries and museums in Milan, Rome, Venice, Paris, London, Stockholm, Copenhagen, and Los Angeles, winning numerous awards.
He established strong relationships with many art galleries in Milan. These included, in particular, the Galleria Blu in the 1960s and 1970s, Silvano Falchi's modern art gallery in the 1970s and 1980s, and the San Carlo art gallery in the 1990s.
In 1963, Canonico received a letter from Hans Arp informing him of his intention to revive the project for an art center designed by Le Corbusier, the "Internationales Kunstzentrum ev. Erlenbach-main," known as the "Museum of Unlimited Growth," near Aschaffemburg. In the letter, Arp invited Canonico to donate one of his works to be permanently exhibited in the future museum, which, however, was never realized due to a lack of funding.
Retracing Canonico's work cycles, after the Braille series, the Stacchi series, which began in 1961 and continues unfinished, follows. Canonico addresses the question of space and the work's relationship with its frame with an ironic and compelling formal solution, consisting of shifts, cuts, and tensions between the constituent elements of the image-frame.
Since 1964, Canonico has explored his own memory with the Reperti series, seeking to revitalize, in a highly original style, the masterpieces of art. Stereotyped by their constant use.
Since 1965, memory and time have been the thematic core of the Calendari o Giorni series, a numerical metaphor of days and months that are indecipherable to the viewer. However, the viewer can still perceive their unconscious psychic tension, always stirred by that persistent sense of play that is one of the keys to understanding Canonico's entire oeuvre.
In 1967, the Messina-born artist designed and created the new Autori series, works that, due to their lack of paint, "...could be created even by a carpenter" (a quote from the artist himself). The frame enters the image space in captivating fullness and voids, between architecture and sculpture, making these works seem like a sarcastic counterpoint to the openness of the artwork, as his friend Umberto Eco had theorized in 1962 in Opera Aperta.
Since the 1960s, Canonico has created watercolor compositions, in harmony with the poetics of Paul Klee. Canonico's watercolors have a fairytale atmosphere, which, in the late 1970s, culminated in the Enigmi cycle. The Enigmi production was extremely fruitful, and the artist would further explore this theme with oils on canvas and oil on panel.
Other cycles of watercolors on paper, always seen as windows into the fantasy world, include the islands, the grotesques, the modulor, and the kaleidoscopes.
During his time in Milan, the artist received the following public honors:
- International Knights of the New Europe Award
- International Leonardo Painting Award
- Golden Ambrogino
Felice Canonico died in Milan on October 10, 1996
Known Sources
(1) Publication "A Record of Messina" printed in May 2004 by the Spignolo Cooperative Society
(2) Magazine "Agosto in Messina" – 1954 – 1955 – 1956
Magazine "Il Travaso delle idee" 1965, no. 1 – Letter from the editor addressed to the artist (in the possession of the "Archivio Felice Canonico" cultural association)
Magazine "Vie nuove" 1954 no. 23
(3) The Collector of Modern Art 1963 – Giulio Bolaffi Editore – Turin
La Rinascita, Year X – no. 5 May 1954 – Review of Italian Politics and Culture, Director: Palmiro Togliatti
(4) Francesco Finocchiaro and his Messina – Epigraphy 2020
(5) The OSPE Showcase – Artists in Messina in the 1950s – A.A.P.I.T. of Messina 1997
(6) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 (82, 84 pages)
(7) The Staircases of Art – Felice Canonico, Unpublished Graphic Works – Team Project Editions 2016
(8) Francesco Finocchiaro and “His” Messina – Epigraphy 2020
(9) https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=5419
(11) Photos, correspondence, and newspaper articles held by the cultural association "Archivio Felice Canonico"
(12) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 (pp. 82, 84)
(13) Extract from the Vincenzo Consolo Archive - https://vincenzoconsolo.it/?m=197502
"...In 1947, Stefano D'Arrigo left for Rome. Here he worked on art. His friends included Guttuso (and in certain pages of D'Arrigo's work, there is that aura of Guttuso's paintings, of the paintings of the fishermen from the Scilla period), Mazzullo, Canonico, but also Zavattini, De Sica, Ungaretti, Ciarletta. In the attic of the granite sculptor Peppino Mazzullo, they gather, each giving a certain amount each evening, and eat sandwiches and drink wine. The painter Felice Canonico returns to Messina, and it is to him that D’Arrigo then turns to learn everything about the Straits of Messina's wild beast, about the dolphin. Canonico goes to the director of the thalassographic institute in Messina and so can obtain scientific treatises, ancient stories about the dolphin, and legends. And he also makes a beautiful drawing of the fish for D’Arrigo, a scientific drawing, in Indian ink, like those Dürer made of crabs, cetaceans…”
(14) Photos, correspondence in the possession of the cultural association “Archivio Felice Canonico”