Felice Canonico dal 1948 al 1960 è stato anche grafico pubblicista frequentando lo studio artistico associato di Francesco Finocchiaro(4) e Enrico Bellantoni, rispettivamente esperti di grafica e recupero beni storici-artistici del Museo regionale di Messina, e collaborando per l’agenzia pubblicitaria GIP (1) a campagne politiche elettorali, introducendo per la prima volta, a livello nazionale, i ritratti dei candidati nei manifesti, diversi dei quali lo videro a fianco dello scrittore Stefano D’Arrigo che ne curava gli slogan.
Negli anni ’50, a Messina, realizza 30 strisce a fumetti che raccontano la storia di Messina nella rivista “Agosto in Messina”.
Nel 1963 è citato anche nel Dizionario d’arte moderna Bolaffi (2) ed è presente nella collezione del Museo Nazionale Collezione Salce.
Per oltre un decennio, a partire dagli anni '50, Canonico lavora come grafico presso gli studi degli architetti messinesi Pantano, Rovigo e Calandra. E' in questo periodo che la sua ricerca artistica si apre ad un profondo rapporto con l'architettura e lo spazio. Canonico considera l'architettura come l'arte più completa nella quale convengono la pittura in qualità di addizione, scultura come sottrazione e modellismo come trasformazione plastica.
Nel 1952 l'architetto Calandra presenta Felice Canonico a Carlo Scarpa del quale sarà assistente nel 1954 per l’allestimento della mostra organizzata dal Comune a palazzo Zanca su Antonello da Messina. (6)
Fra i due nasce un'intesa artistica particolare che si consolida nel tempo anche in un rapporto di amicizia.
L'esercizio creativo di Canonico si sviluppa con l'intima produzione di centinaia di disegni architettonici volti alla progettazione di una "casa sulla collina" che comprendono piante, sezioni, assonometrie, prospettive e tanti particolari tecnici
Come recensito dall'architetto Fabio Todesco, docente presso l'Università di Reggio Calabria, in un libro dedicato all’artista, “Canonico architetto rimane comunque un artigiano dell'arte figurativa e le sue tavole progettuali ne sono la testimonianza per la bellezza del tratto di matita e nell'uso del colore. Ogni progetto, per la sua minuziosa completezza di misure tecniche, è sicuramente realizzabile dalle fondamenta al tetto. Ogni Casa sulla collina, coniugata progettata attraverso piante, prospetti, sezioni, assonometrie, prospettive a volo di uccello, particolari tecnici e inserimento di arredi, costituisce un affresco poliedrico e ogni sua tavola, pur essendo funzionale ad un progetto complesso, può essere considerata opera a sé stante”. (7)
Sempre negli anni ’50/’60 Canonico è impegnato a Messina in diversi interventi di arredo urbano pubblico e privato, come la decorazione di pannelli interni del bar Irrera, (8) i prospetti interni del cinema Olimpia, gli affreschi per il Lido balneare di Mortelle, alcune pareti interne del Palazzo della Provincia, il prospetto esterno del palazzo del cinema Odeon, gli ingressi condominiali di via Maddalena e via Ettore Lombardo Pellegrino, l’ingresso della casa di cura Villa Igea, a Palermo realizza una grande mosaico, a Catania realizza 15 pannelli del bancone del bar interno al teatro Metropolitan realizzato con tecnica pirografica.
In particolare rimane integra la grande parete decorata (3 x 7 metri), realizzata all’ingresso del Palazzo Palano a Messina.(9) Canonico arricchisce il progetto con l’inserimento di un pannello polimaterico nell’atrio del complesso. Il pannello, manifesto della città distrutta e ricostruita, fa da sfondo a uno specchio d’acqua che esalta le maioliche azzurre che convivono con elementi di recupero degli edifici preesistenti tra i quali la vecchia casa Eaton; spicca la lastra che commemora il discorso pronunciato da Giuseppe Garibaldi affacciandosi da quell’edificio nel XIX secolo.
L'intervento di Canonico è uno degli esempi dello stimolante connubio tra arte e architettura che, in quegli anni, segna il panorama messinese. Con Enrico Bellantone, Dino Caruso, Francesco Finocchiaro, Aldo Indelicato e Michele Santonocito, Canonico aderisce al MAC (Movimento Arte Concreta) propugnando la “sintesi delle arti” in molti dei cantieri messinesi di quegli anni. (10)
Felice Canonico è stato uno degli amici più fraterni dello scrittore Fortunato Stefano D'Arrigo. Amico di giochi nel pariodo adolescenziale e successivamente compagno di pensiero politico e culturale con il quale ha anche condiviso esperienze lavorative. Negli anni 1956/57 D’Arrigo chiede a Canonico di realizzare una serie di disegni sulla fauna ittica dello Stretto di Messina e sui personaggi che vivono i villaggi di pescatori di Faro e Ganzirri. Le opere realizzate da Canonico serviranno allo scrittore per stesura del romanzo Horcinus Orca [in nota: come si evince da una lettera di Canonico(13) (14) inviata a Stefano D’Arrigo, nella quale viene descritto scientificamente e con dovizia di particolari l’anatomia e le caratteristiche comportamentali del delfino (o fera come è chiamato nel romanzo).
L’incessante attività di pittore non lo distoglie dalla passione di disegnatore satirico e fumettista che lo porta intorno agli anni ’70 a realizzare una storia di fantascienza declinata in 113 “strisce” che hanno come filo conduttore le avventure di un robot dal nome Cib (diminuitivo di Cibernetico)
Fonti Note
(1) Pubblicazione “Un primato di Messina” stampata nel mese di Maggio 2004 dalla Società Cooperativa Spignolo
(2) Rivista “Agosto in Messina” – 1954 – 1955 – 1956
Rivista “Il Travaso delle idee” 1965 , n.1 – Lettera dell’editore indirizzata all’artista (in possesso dell’Associazione culturale “Archivio Felice Canonico”)
Rivista “Vie nuove” 1954 n.23
(3) Il collezionista d’arte moderna 1963 – Giulio Bolaffi Editore – Torino
La Rinascita, Anno X – n.5 Maggio 1954 – Rassegna di politica e cultura italiana, Direttore : Palmiro Togliatti
(4) Francesco Finocchiaro e la sua Messina – Epigrafia 2020
(5) La vetrina dell’OSPE – Artisti a Messina negli anni ’50 – A.A.P.I.T. di Messina 1997
(6) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 ( pagg.82,84)
(7) Le Scalinate dell’arte – Felice Canonico , Inediti grafici – Edizioni Team Project 2016
(8) Francesco Finocchiaro e la “sua”Messina – Epigrafia 2020
(9) https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=5419
(12) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 ( pagg.82,84)
(13) Estratto dall’ Archivio Vincenzo Consolo - - - - https://vincenzoconsolo.it/?m=197502
“…Nel 1947 Stefano D’Arrigo parte per Roma. Qui si occupa d’arte. Suoi amici sono Guttuso (e in certe pagine di D’Arrigo c’è quell’aura dei quadri di Guttuso, dei quadri dei pescatori del periodo di Scilla), Mazzullo, Canonico, ma anche Zavattini, De Sica, Ungaretti, Ciarletta. Nella soffitta dello scultore di Graniti, Peppino Mazzullo, si riuniscono, mettono ogni sera un tanto a testa, e mangiano panini e bevono vino. Il pittore Felice Canonico se ne torna a Messina ed è a lui che poi D’Arrigo si rivolge per sapere tutto sulla fera dello Stretto, sul delfino. Canonico va dal direttore dell’istituto talassografico di Messina e così può avere trattati scientifici, storie antiche sul delfino, leggende. E fa anche per D’Arrigo un bel disegno del pesce, un disegno scientifico, a inchiostro di china, come quelli che faceva il Durer dei granchi, dei cetacei…”
(11-14) Foto, carteggi in possesso dell’Associazione culturale “Archivio Felice Canonico”
From 1948 to 1960, Felice Canonico was also a graphic designer, attending the art studio of Francesco Finocchiaro (4) and Enrico Bellantoni, respectively experts in graphics and the restoration of historical and artistic heritage at the Regional Museum of Messina, and collaborating with the advertising agency GIP (1) on political election campaigns, introducing for the first time, at a national level, the portraits of candidates on posters, several of which saw him alongside the writer Stefano D’Arrigo, who edited the slogans.
In the 1950s, in Messina, he created 30 comic strips that told the history of Messina in the magazine “Agosto in Messina”.
In 1963, he was also cited in the Bolaffi Dictionary of Modern Art (2) and is present in the collection of the National Museum of the Salce Collection.
For over a decade, starting in the 1950s, Canonico worked as a graphic designer at the studios of the Messina-based architects Pantano, Rovigo, and Calandra. It was during this period that his artistic research developed a profound relationship with architecture and space. Canonico considered architecture the most complete art form, combining painting as addition, sculpture as subtraction, and modeling as plastic transformation.
In 1952, the architect Calandra introduced Felice Canonico to Carlo Scarpa, whom he would assist in 1954 in the installation of the exhibition on Antonello da Messina organized by the Municipality at Palazzo Zanca. (6)
A special artistic understanding was born between the two, which consolidated over time into a friendship.
Canonico's creative practice unfolds through the intimate production of hundreds of architectural drawings aimed at designing a "house on the hill," which include plans, sections, axonometric projections, perspective views, and numerous technical details.
As reviewed by architect Fabio Todesco, professor at the University of Reggio Calabria, in a book dedicated to the artist, "Canonico the architect remains a craftsman of figurative art, and his design drawings are testament to this through the beauty of his pencil strokes and use of color. Each project, due to its meticulously detailed technical measurements, is certainly feasible from foundation to roof. Each House on the Hill, designed through plans, elevations, sections, axonometric projections, bird's eye views, technical details, and the inclusion of furnishings, constitutes a multifaceted fresco, and each of his drawings, while serving a complex project, can be considered a work in itself." (7)
Also in the 1950s and 1960s, Canonico was involved in various public and private urban design projects in Messina, such as the decoration of the interior panels of the Irrera bar, (8) the interior facades of the Olimpia cinema, the frescoes for the Mortelle beach resort, some interior walls of the Palazzo della Provincia, the exterior facade of the Odeon cinema building, the condominium entrances on Via Maddalena and Via Ettore Lombardo Pellegrino, the entrance to the Villa Igea nursing home. In Palermo, he created a large mosaic, and in Catania, he created 15 panels for the bar counter inside the Metropolitan theatre, created using a pyrographic technique.
In particular, the large decorated wall (3 x 7 metres) created at the entrance to the Palazzo Palano in Messina remains intact. (9) Canonico enriched the project with the insertion of a multi-material panel in the atrium of the complex. The panel, a manifesto of the destroyed and rebuilt city, serves as a backdrop to a body of water that highlights the blue majolica tiles that coexist with elements recovered from pre-existing buildings, including the old Eaton House. A prominent feature is the plaque commemorating the speech given by Giuseppe Garibaldi while looking out from that building in the 19th century.
Canonico's work is one example of the stimulating combination of art and architecture that marked the Messina landscape in those years. Along with Enrico Bellantone, Dino Caruso, Francesco Finocchiaro, Aldo Indelicato, and Michele Santonocito, Canonico joined the MAC (Movimento Arte Concreta), advocating the "synthesis of the arts" in many of Messina's construction sites of those years. (10)
Felice Canonico was one of the closest friends of the writer Fortunato Stefano D'Arrigo. He was a playmate during his adolescence and later a companion in political and cultural thought, with whom he also shared work experiences. In the years 1956/57 D’Arrigo asked Canonico to make a series of drawings on the fish fauna of the Strait of Messina and on the characters who live in the fishing villages of Faro and Ganzirri. The works made by Canonico will be used by the writer in the drafting of the novel Horcinus Orca [in note: as can be seen from a letter from Canonico(13) (14) sent to Stefano D’Arrigo, in which the anatomy and behavioural characteristics of the dolphin (or fera as it is called in the novel) are described scientifically and in great detail].
His incessant activity as a painter did not distract him from his passion for satirical drawing and cartooning, which led him in the 1970s to create a science fiction story in 113 strips centered around the adventures of a robot named Cib (short for Cibernetico).
Sources Notes
(1) Publication "A Record of Messina" printed in May 2004 by the Spignolo Cooperative Society
(2) Magazine "Agosto in Messina" – 1954 – 1955 – 1956
Magazine "Il Travaso delle idee" 1965, no. 1 – Letter from the editor addressed to the artist (held by the "Archivio Felice Canonico" cultural association)
Magazine "Vie nuove" 1954 no. 23
(3) The Collector of Modern Art 1963 – Giulio Bolaffi Editore – Turin
La Rinascita, Year X – no. 5 May 1954 – Review of Politics and Culture Italian, Director: Palmiro Togliatti
(4) Francesco Finocchiaro and his Messina – Epigraphy 2020
(5) The OSPE showcase – Artists in Messina in the 1950s – A.A.P.I.T. Messina 1997
(6) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 (82, 84 pages)
(7) The Staircases of Art – Felice Canonico, Unpublished Graphic Works – Team Project Editions 2016
(8) Francesco Finocchiaro and “his” Messina – Epigraphy 2020
(9) https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=5419
(12) Martina Corgnati – Canonico – Leonardo De Luca Editore 1992 (pp. 82, 84)
(13) Extract from the Vincenzo Consolo Archive - - - - https://vincenzoconsolo.it/?m=197502
“…In 1947 Stefano D’Arrigo left for Rome. Here he devoted himself to art. His friends were Guttuso (and in certain pages of D’Arrigo there is that aura of Guttuso’s paintings, of the paintings of the fishermen from the Scilla period), Mazzullo, Canonico, but also Zavattini, De Sica, Ungaretti, Ciarletta. In the attic of the Graniti sculptor, Peppino Mazzullo, They get together, each giving a certain amount each evening, and eat sandwiches and drink wine. The painter Felice Canonico returns to Messina, and it is to him that D’Arrigo then turns to learn everything about the Straits of Messina's wild beast, about the dolphin. Canonico goes to the director of the thalassographic institute in Messina and so he can obtain scientific treatises, ancient stories about the dolphin, and legends. And he also makes a beautiful drawing of the fish for D’Arrigo, a scientific drawing, in Indian ink, like the ones Dürer made of crabs, cetaceans…”
(11-14) Photos, correspondence in the possession of the cultural association “Archivio Felice Canonico”
Pannelli pirografati al teatro Metropolitan di Catania - 1958